martedì 21 aprile 2009
Il futuro prossimo venturo
Cosa possiamo aspettarci dal progresso scientifico nei prossimi 40 anni? L'interrogativo è di quelli affascinanti, oltre che di difficile risposta. Si tenga infatti in conto che gli esperti a cui è stata rivolta questa domanda alcuni decenni fa, si sono sbagliati quasi sempre per difetto. L'argomento è stato oggi rilanciato da un articolo di Repubblica.it, di cui allego uno stralcio"Vediamo, dunque, cosa c'è nella sfera di cristallo di futurologi come Ian Pearson, Faith Popcorn, Norman Foster e gli altri esperti consultati per l'occasione. Entro il 2020 ci sarà una missione spaziale umana su Marte: un viaggio nello spazio lungo da 500 a 900 giorni, che espone gli astronauti a forti dosi di radiazioni, problemi alle ossa e la complicazione di portare con sé (o rigenerare sul posto) acqua e ossigeno. Ma se sul pianeta rosso si scoprirà il petrolio, come alcuni scienziati ritengono possibile, i finanziamenti arriveranno (altrimenti la data dello sbarco su Marte viene rimandata al 2040). Sempre entro il 2020 avremo computer, robot e macchine dotati di intelligenza artificiale, in grado di superare il cosiddetto "test di Turing": parlando con loro, non saremo in grado di capire se sono umani o umanoidi. Ma bisognerà attendere il 2040 per robot super-intelligenti, capaci di aumentare da soli la propria intelligenza, e - se non controllati - di sottomettere la nostra specie. I progressi nel campo della medicina ci permetteranno di creare un vaccino per l'Aids nel 2024, occhi artificiali nel 2030 e di dichiarare curabile il cancro nel 2032, oltre che di avere, tra dodici anni, la pillola anticoncezionale maschile. Nel 2035 avremo un'automobile che guida da sola, meglio di noi, con il pilota automatico, a carburante sostenibile. Quelli della leva del 2023 diventeranno in larga parte centenari: se nati nell'Occidente ricco, s'intende.
Chi desidera l'immortalità potrà farsi ibernare nel 2037, ma bisognerà attendere oltre per avere la sicurezza del risveglio. E il primo incontro con gli extraterrestri avverrà nel 2038: saranno solo microbi spaziali, purtroppo o per fortuna, non alieni intelligenti. Ci sono anche le profezie di sventura: nel 2022 scoppierà la prima guerra provocata dal cambiamento climatico. Abbiamo poco più di un decennio per evitare che si realizzi"
martedì 14 aprile 2009
Il Paese che crolla

Quando accadono eventi disastrosi come quello dell’Abruzzo del 6 aprile scorso, ci si potrebbe chiedere perché il destino debba così accanirsi contro un paese già in grave crisi (politica, economica, occupazionale) come l’Italia. Ci si potrebbe chiedere con ingenua quanto blasfema rabbia come mai i terremoti più distruttivi avvengono di notte, quasi fossero orchestrati da un malefico dio dei sismi per fare quante più vittime possibili. Ci si potrebbe chiedere perché a pagare devono essere sempre i più deboli, gli anziani negli ospedali, i bambini nelle scuole, i giovani nelle case degli studenti. Potremmo chiederci tutto questo, se decidessimo di fermarci alla parte emozionale della vicenda, che poi è anche quella che ci prende con più violenza, immediatamente, a caldo. Se invece volessimo andare oltre, analizzare gli eventi in maniera razionale a mente fredda, scopriremmo che non esistono ne’ il destino imprevedibile ne’ il dio malvagio della distruzione, ma che tutto quanto è avvenuto può avere una sua spiegazione logica come conseguenza di azioni (o inazioni) umane.
Se guardate la mappa sopra riportata, potrete rendervi conto di una verità tanto evidente quanto antica: il territorio italiano è per un buon 70% a rischio sismico. Questo ci dice la geologia, questo ci dice anche la storia, mettendo d’accordo una volta per tutte il pensiero scientifico con quello umanistico. Non si tratta di motivazioni trascendenti o metafisiche, ma di argomentazioni scientificamente provate e storicamente documentate: in Italia i terremoti sono avvenuti, avvengono e avverranno sempre. Cosa si fa allora (o meglio, cosa si sarebbe dovuto fare) in questi casi, visto che i terremoti sono inevitabili e non è possibile ancora prevedere con esattezza giorno e ora? La risposta è semplice, si fa della prevenzione, cioè si costruisce secondo i criteri oramai più che ventennali della moderna edilizia antisismica. E’ così che un paese moderno, ad alto tasso di urbanizzazione, si difende dalla possibilità che la terra possa tremare. E’ infatti vero che l’Italia è uno dei paesi sismici più densamente popolato al mondo, ma è altrettanto vero che non è il solo, e alle volte prendere esempio dalle soluzioni adottate in altri paesi di quello stesso G8 di cui forse non meriteremmo di far parte, potrebbe rivelarsi davvero molto utile.
Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti. La California e il Giappone sono estesi quanto l’Italia, popolati come e più dell’Italia, e a rischio sismico probabilmente anche più dell’Italia. I terremoti di magnitudo simili a quelle riscontrate in Abruzzo si susseguono con regolarità e i danni sono sempre molto limitati. Emblematico è poi il caso di quello verificatosi a Kyushu solo un giorno prima dell’Italia: 5.7 gradi Richter, quindi comparabile con la terribile scossa abruzzese, e una città, Miyazaki, circa quattro volte più popolosa rispetto a L’Aquila, che non ha avuto nessun tipo di danno.
Allora, verrebbe da chiedersi, perché in Italia non si fanno delle leggi in tal senso, in modo da garantire che i nostri edifici non ci crollino addosso al primo movimento tellurico? Anche questa domanda è fuorviante, perché scopriamo che in Italia le leggi ci sono eccome, ma, come in tanti altri ambiti del vivere civile (o incivile) nostro, non si fa nulla perché vengano rispettate. Accade così che un ospedale inaugurato nove anni fa ed evacuato dopo i danni delle prime scosse risulti non solo mai collaudato ma addirittura inesistente al catasto. Accade così che la maggior parte degli edifici crollati siano risultati costruiti con materiali assolutamente inidonei, buoni soltanto per arricchire i costruttori senza scrupoli (e i loro referenti politici) che hanno fatto questa scelta sulla pelle della gente. Accade, e questa è la cosa più terribile, che per alcuni il terremoto sia solo un business, perché dopo c’è una ricostruzione su cui lucrare.
Il terremoto non frena la speculazione, anzi la incentiva. Si arriva addirittura a proporre delle grandi opere, la cui utilità è ancora tutta da dimostrare, in uno dei punti più sismici di tutto il Mediterraneo, lo Stretto di Messina. Tutto questo, detto per inciso, mentre Sicilia e Calabria sono ancora prive di infrastrutture degne di un paese europeo (ferrovie scarse e autostrade in perenne costruzione). Ma questo è un argomento che approfondirò in un altro momento. Quello che invece voglio qui sottolineare è che i crolli “fisici” del nostro paese derivano dai crolli di etica e coscienza collettiva delle nostre istituzioni succedutisi nel corso degli anni e dei quali le speculazioni edilizie degli anni ottanta e novanta sono solo la punta dell’iceberg.
Il nostro è un paese dove le leggi vengono piegate alle esigenze del più forte, si fa carriera solo per conoscenza e non per merito (e i disastri provocati da parecchi manager pubblici ne sono la prova) e in cui gli interessi collettivi servono solo per mascherare quelli personali. In un tale contesto di scarso senso civico, di individualismo portato principalmente a fregare il prossimo, è molto difficile che si possano prendere delle misure idonee come la pianificazione razionale del territorio o il rispetto delle già numerose leggi sull’edificazione senza che nessuno dei personaggi coinvolti debba chiedersi “cosa viene in tasca” a lui o ai suoi amici.
Si perché tanto poi i responsabili non pagano mai. Se sono vicini a qualche politico influente, potete scommetterci che alla fine la colpa verrà addossata a qualche vecchio progettista, possibilmente già deceduto.
Ma nel nostro paese non ci si limita a garantire l’impunità, a volte si offrono perfino riconoscimenti ed attestazioni di stima: così il dirigente che aveva inaugurato l’ospedale senza richiederne l’agibilità è stato recentemente nominato consulente dell’Agenzia Sanitaria Regionale dal neoeletto Presidente della Regione Abruzzo.
Se guardate la mappa sopra riportata, potrete rendervi conto di una verità tanto evidente quanto antica: il territorio italiano è per un buon 70% a rischio sismico. Questo ci dice la geologia, questo ci dice anche la storia, mettendo d’accordo una volta per tutte il pensiero scientifico con quello umanistico. Non si tratta di motivazioni trascendenti o metafisiche, ma di argomentazioni scientificamente provate e storicamente documentate: in Italia i terremoti sono avvenuti, avvengono e avverranno sempre. Cosa si fa allora (o meglio, cosa si sarebbe dovuto fare) in questi casi, visto che i terremoti sono inevitabili e non è possibile ancora prevedere con esattezza giorno e ora? La risposta è semplice, si fa della prevenzione, cioè si costruisce secondo i criteri oramai più che ventennali della moderna edilizia antisismica. E’ così che un paese moderno, ad alto tasso di urbanizzazione, si difende dalla possibilità che la terra possa tremare. E’ infatti vero che l’Italia è uno dei paesi sismici più densamente popolato al mondo, ma è altrettanto vero che non è il solo, e alle volte prendere esempio dalle soluzioni adottate in altri paesi di quello stesso G8 di cui forse non meriteremmo di far parte, potrebbe rivelarsi davvero molto utile.
Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti. La California e il Giappone sono estesi quanto l’Italia, popolati come e più dell’Italia, e a rischio sismico probabilmente anche più dell’Italia. I terremoti di magnitudo simili a quelle riscontrate in Abruzzo si susseguono con regolarità e i danni sono sempre molto limitati. Emblematico è poi il caso di quello verificatosi a Kyushu solo un giorno prima dell’Italia: 5.7 gradi Richter, quindi comparabile con la terribile scossa abruzzese, e una città, Miyazaki, circa quattro volte più popolosa rispetto a L’Aquila, che non ha avuto nessun tipo di danno.
Allora, verrebbe da chiedersi, perché in Italia non si fanno delle leggi in tal senso, in modo da garantire che i nostri edifici non ci crollino addosso al primo movimento tellurico? Anche questa domanda è fuorviante, perché scopriamo che in Italia le leggi ci sono eccome, ma, come in tanti altri ambiti del vivere civile (o incivile) nostro, non si fa nulla perché vengano rispettate. Accade così che un ospedale inaugurato nove anni fa ed evacuato dopo i danni delle prime scosse risulti non solo mai collaudato ma addirittura inesistente al catasto. Accade così che la maggior parte degli edifici crollati siano risultati costruiti con materiali assolutamente inidonei, buoni soltanto per arricchire i costruttori senza scrupoli (e i loro referenti politici) che hanno fatto questa scelta sulla pelle della gente. Accade, e questa è la cosa più terribile, che per alcuni il terremoto sia solo un business, perché dopo c’è una ricostruzione su cui lucrare.
Il terremoto non frena la speculazione, anzi la incentiva. Si arriva addirittura a proporre delle grandi opere, la cui utilità è ancora tutta da dimostrare, in uno dei punti più sismici di tutto il Mediterraneo, lo Stretto di Messina. Tutto questo, detto per inciso, mentre Sicilia e Calabria sono ancora prive di infrastrutture degne di un paese europeo (ferrovie scarse e autostrade in perenne costruzione). Ma questo è un argomento che approfondirò in un altro momento. Quello che invece voglio qui sottolineare è che i crolli “fisici” del nostro paese derivano dai crolli di etica e coscienza collettiva delle nostre istituzioni succedutisi nel corso degli anni e dei quali le speculazioni edilizie degli anni ottanta e novanta sono solo la punta dell’iceberg.
Il nostro è un paese dove le leggi vengono piegate alle esigenze del più forte, si fa carriera solo per conoscenza e non per merito (e i disastri provocati da parecchi manager pubblici ne sono la prova) e in cui gli interessi collettivi servono solo per mascherare quelli personali. In un tale contesto di scarso senso civico, di individualismo portato principalmente a fregare il prossimo, è molto difficile che si possano prendere delle misure idonee come la pianificazione razionale del territorio o il rispetto delle già numerose leggi sull’edificazione senza che nessuno dei personaggi coinvolti debba chiedersi “cosa viene in tasca” a lui o ai suoi amici.
Si perché tanto poi i responsabili non pagano mai. Se sono vicini a qualche politico influente, potete scommetterci che alla fine la colpa verrà addossata a qualche vecchio progettista, possibilmente già deceduto.
Ma nel nostro paese non ci si limita a garantire l’impunità, a volte si offrono perfino riconoscimenti ed attestazioni di stima: così il dirigente che aveva inaugurato l’ospedale senza richiederne l’agibilità è stato recentemente nominato consulente dell’Agenzia Sanitaria Regionale dal neoeletto Presidente della Regione Abruzzo.
martedì 20 gennaio 2009
Da Caligola alla "mignottocrazia"
Durante i quattro anni del suo impero, Caligola (12-41 D.C.) nominò senatore un suo cavallo, di nome Incitatus. Nella mente malata dell’imperatore, si trattava semplicemente di un atto di riconoscenza verso il fedele compagno di tante cavalcate. Il fatto che il quadrupede, per quanto intelligente possa essere stato, non avesse una adeguata preparazione politica, era per lui irrilevante, come era irrilevante il fatto che tale nomina potesse essere interpretata come uno sfregio alle istituzioni. In fondo all’Imperatore non interessava governare, bensì comandare, e per perseguire tale fine sia il Senato, che i Senatori tutti (siano essi bestie o no), non avevano alcuna utilità: si faceva come diceva lui e basta.A distanza di quasi 2000 anni non sembra che a Roma le cose siano cambiate più di tanto: chi comanda continua a conferire alte cariche a individui di dubbia capacità politica e istituzionale, purché siano di comprovata fedeltà. Solo le bestie sono cambiate, non più cavalli ma asini, più qualche troia.
In ogni caso, sempre ricordi di piacevoli cavalcate.
martedì 7 ottobre 2008
Due splendidi gol
Ci sono gesti tecnici che riconciliano con il mondo del calcio. Ve ne riporto due esempi, datati 4 e 5 Ottobre 2008. Autori Ibrahimovic e Paolucci.
venerdì 3 ottobre 2008
2008 IgNobel Prizes
I premi IgNobel (gioco di parole inglese tra Ignoble e Nobel) sono assegnati dal 1991 alle ricerche più bizzarre. Vi riporto l'elenco dei riconoscimenti conferiti quest'anno.
NUTRIZIONE: Massimiliano Zampini dell'Università di Trento e Charles Spence dell'Università di Oxford, Uk, per aver modificato elettronicamente il suono prodotto da una patatina fritta facendo credere che era più fresca e croccante alla persona che la stava mangiando.
PACE: Commissione federale d'etica per la biotecnologia nel settore non umano della Svizzera e cittadini svizzeri per aver adottato il principio legale che le piante hanno una propria dignità.
ARCHEOLOGIA Astolfo G. Mello Araujo e José Carlos Marcelino dell'Università di San Paolo, Brasile, per aver misurato come il corso della storia, o almeno il posizionamento dei reperti di uno scavo archeologico, può essere modificato dall'azione di un armadillo vivo.
BIOLOGIA Marie-Christine Cadiergues, Christel Joubert e Michel Franc dell'Ecole Nationale Veterinaire di Tolosa, Francia, per aver scoperto che le pulci che vivono sui cani possono saltare più in alto di quelle che vivono sui gatti.
MEDICINA Dan Ariely della Duke University, Usa, per aver dimostrato che i medicinali placebo dal prezzo elevato sono più efficaci di quelli che costano poco.
SCIENZE COGNITIVE Toshiyuki Nakagaki della Hokkaido University, Giappone, Hiroyasu Yamada di Nagoya, Giappone, Ryo Kobayashi della Hiroshima University, Giappone, Atsushi Tero di Presto JST, Giappone, Akio Ishiguro della Tohoku University, Giappone, e Ágotá Tóth dell'Università di Szeged, Ungheria, per aver scoperto che le muffe che vivono nel fango riescono a trovare il percorso più breve tra due punti all'interno di un labirinto.
ECONOMIA Geoffrey Miller, Joshua Tybur e Brent Jordan dell'Università del New Mexico, Usa, per aver scoperto che il ciclo ovulatorio di una ballerina di lap dance professionista influisce sulla quantità di mance da lei ricevute.
FISICA Dorian Raymer della Ocean Observatories Initiative presso la Scripps Institution of Oceanography, Usa, e Douglas Smith della University of California, San Diego, Usa per aver provato matematicamente che ammassi di fili, di capelli o praticamente di qualunque altra cosa si aggroviglieranno inevitabilmente formando dei nodi.
CHIMICA Sharee A. Umpierre dell'Università di Porto Rico, Joseph A. Hill dei Fertility Centers del New England, (Usa) e Deborah J. Anderson della Boston University School of Medicine and Harvard Medical School Usa, per aver scoperto che la Coca-Cola è un efficace spermicida e Chuang-Ye Hong della Taipei Medical University, Taiwan, C. C. Shieh, P. Wu e B. N. Chiang, di Taiwan, per aver scoperto che non lo è.
LETTERATURA David Sims della Cass Business School, London, Uk, per il suo studio "Tu, bastardo: un'esplorazione narrativa dell'esperienza dell'indignazione all'interno delle organizzazioni".
A titolo di confronto, vi riporto anche i premi assegnati nel 2007
NUTRIZIONE: Brian Wansink della Cornell University, Usa, per aver studiato l'appetito apparentemente illimitato degli esseri umani dando loro da mangiare una quantità illimitata di zuppa.
AVIAZIONE: Patricia V. Agostino, Santiago A. Plano e Diego A. Golombek (Argentina) per aver scoperto che il Viagra facilita il recupero del Jet lag nei criceti.
BIOLOGIA: Johanna E. M. H. van Bronswijk dell'Università della Tecnologia di Eindhoven, Olanda, per un censimento di tutti gli organismi che vivono nel letto.
CHIMICA: Mayu Yamamoto dell'International Medical Center del Giappone per la scoperta di un modo per estrarre vanillina, la fragranza e l'aroma della vaniglia, dallo sterco di mucca.
ECONOMIA: Kuo Cheng Hsieh di Taichung (Taiwan) per aver brevettato nel 2001 un meccanismo che cattura i rapinatori di banche gettando su di loro una rete.
FISICA: Lakshminarayanan Mahadevan della Harvard University (Usa) e Enrique Cerda Villablanca dell'Università di Santiago del Cile per aver studiato come le lenzuola si spiegazzano.
LETTERATURA: Glenda Browne di Blaxland (Australia) per il suo studio sull'articolo inglese "the" e sui problemi che crea a chi deve fare elenchi in ordine alfabetico.
LINGUISTICA: Juan Manuel Toro, Josep B. Trobalon e Núria Sebastián-Gallés dell'Università di Barcellona per aver dimostrato che i ratti a volte non riescono a distinguere tra una persona che parla giapponese al contrario e una che parla olandese al contrario.
MEDICINA: Brian Witcombe di Gloucester (Regno Unito) e Dan Meyer (Usa) per uno studio sugli effetti collaterali di mangiare le spade.
PACE: Air Force Wright Laboratory (Usa) per aver suggerito lo sviluppo di un'arma chimica, la cosiddetta "bomba gay", capace di sviluppare un'irresistibile attrazione sessuale tra i soldati nemici.
venerdì 26 settembre 2008
La Corruzione nel Mondo
L'Ong Transparency International ha stilato una classifica mondiale sulla corruzione. Ve la riporto, ordinata dal paese meno corrotto a quello più corrotto. Buon 55mo posto per l'Italia, uno dei migliori fra i paesi del terzo mondo. E' ancora lontano dal Botswana, ma è davanti a paesi come Grecia, Bulgaria e Romania.





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